Situazione drammatica e paradossale in seguito all'ultima nevicata

Situazione drammatica e paradossale in seguito all'ultima nevicata

Martedì scorso verso le ore 23 iniziava una tormenta nella zona del Gabbro lungo la strada statale 206 verso le colline che vanno verso l'autostrada. La strada che parte dal bivo del gabbro verso le colline, dove abitano 7 famiglie tra cui due anziani, una bimba di 7 mesi ed un'invalida civile (che in caso di necessità avrebbe l'urgenza dell'impiego dell'autoumbulanza), inoltre abbiamo un'associazione di volontariato che salva i cavalli dal macello (ne abbiamo 19 tra cui 2 puledri), è lunga 2,5 km larga 3 metri e, attraversando le colline, il ciglio della strada è alto in alcuni punti 2,5 metri.

Durante la notte tale strada a causa del vento veniva riempita velocemente dalla neve e alla mattina ci siamo trovati un muro di neve alto 2 metri, largo 3 e per tutta la lunghezza della strada: totalmente isolati senza acqua, le tubature saltate, senza luce né telefono.

Subito abbiamo allertato vigili del fuoco che a loro volta comunicavano alla protezione civile che una volta contattatomi (facevo da punto di riferimento per tutte le famiglie isolate) spiegavo che il mezzo adatto per fare un lavoro di sgombero della neve era portare un'escavatore cingolato con il braccio girevole che avrebbe rimosso la neve; spiegavo che non si doveva venire con la derna la quale avrebbe schiacciato la neve e fatto solo un varco.

All'ora di pranzo arrivano il mezzo con il geom Testi del comune con una derna gommata con le ruote consumate che dopo vari tentativi non riusciva a salire le salite e rimuovere la neve. Sono in contatto con il responsabile della protezione civile Franco Setti che non capisce la gravità e che non hanno tali mezzi.

Rimaniamo tutto il mercoledì isolati mentre cerco di trovare dei mezzi adeguati. L'indomani mandano un'altra derna sempre gommata della società Rea, ma anch'essa rimane completamente bloccata dalla neve perciò,ritorna indietro.Nel pomeriggio giunge il sindaco con l'assessore Donati, il Setti ed il responsabile della viabilità con una derna cingolata. Riesce a fare un varco nei 2,5 km, ma sciaccia la neva, creando un lastrone di ghiaccio di 30 cm.

Spiego a tutti che lì vicino, a mezzo km, c'è un'escavatore adatto del consorzio delle colline livornesi e che presso l'azienda del sig. Rino Agosta ci sono 5 grossi trattori dello stesso consorzio (stanno pulendo il torrente savolano in questo periodo), che potrebbero coadiuvare il lavoro, invece visto che pagano una ditta esterna con mezzi inadeguati chiedano l'intervento di loro. Inoltre dico che c'è nelle vicinanze a Castelnuovo della Misericordia la ditta Zara che ha tali mezzi oppure l'esercito. Niente, sono lì con sguardi ironici solo a far le foto e stare nella gip al caldo, le uniche cose che mi dicono nella persona del Setti: "se vuole vivere qui si compri un pick up".Dopo aver creato un varco su due vie, che per i mezzi che abbiamo (semplici macchine) non sono percorribili, dichiarono la strada agibile e se ne vanno a metà pomeriggio.

Chiamamo la Misericordia per avere dell'acqua, in quanto per lavarci e cucinare sciogliamo la neve al camino. Ci raggiungono portandoci con una gip 8 pacchi d'acqua e facendo una lista di medicinali e viveri per tutti. Passiamo la notte al freddo senza luce acqua, specialmente gli anziani e la bimba di 7 mesi. Così dopo un mercoledì ed un giovedì passati in questa situazione di isolamento nulla cambia ed il venerdì mattina chiamo il consorzio delle colline livornesi per avere il mezzo: sarebbero disponibili, ma dopo aver parlato con l'ingegnere Susanna Berti del comune di Rosignano addetta alla manutenzione, mi dice che la strada non è di spettanza del comune e che noi a nostre spese dobbiamo liberare la strada. A fine mattina arriva di nuovo la derna cingolata per pulire il ghiaccio con il Setti e da lì a poco Monica Citti, sottoposta a pneutorace polmonare, si sente male: si chiama il 118 che da lì a poco rimane bloccata dalla neve, così si deve rimuoverla, ma non è in grado di giungere da noi, avevano detto che la strada era percorribile. Così la Misericordia del Gabbro la preleva con un pick up e poi successivamente con l'autoambulanza la porta all'ospedale di Livorno. Gli stessi operatori della Misericordia sono sconcertati dall'inadeguatezza dei lavori. Da lì a poco giunge la protezione civile senza medicinali e viveri, chiedono la ricetta dei medicinali ed i soldi per comprare i viveri.

Il Setti, dopo varie mie insistenze, accetta di lasciare la derna per continuare i lavori, ma dopo mezz'ora il mezzo rimane senza gasolio. Tutti vanno via, io chiamo esponendo la situazione, ma ancora una volta sia il comune che la protezione civile dicevano di esserne sforniti (avevamo tutte le tubature scoppiate e le pompe dell'acqua saltate).

Di seguito le foto delle condizioni della strada che porta ad Aquila Nera.